Corinaldo

Turismo

La prima cosa che colpisce il visitatore che arriva a Corinaldo sono sicuramente le poderose mura: con un perimetro di 912 metri ed un'altezza massima di 18, si estendono ad abbracciare tutto il centro storico. Un raro esempio di città fortificata; dove le porte, i baluardi, le torri di difesa, i merli a coda di rondine detti "ghibellini", i piombatoi, le saettiere, le feritoie, i camminamenti di ronda tornano a parlarci dei gloriosi passati assedi. L'elemento principale è forse la Torre dello Sperone da sempre riconosciuta quale simbolo delle mura di Corinaldo. Si presenta come una poderosa torre pentagonale, alta circa 18 metri, e costruita nel XV secolo a difesa del Cassero che sorgeva dove è ora la Chiesa del Suffragio.

L'opera viene attribuita a Francesco di Giorgio Martini, all'interno ospita un sacrario dedicato alle vittime di tutte le guerre. In fondo a Costa S. Giovanni si trova Porta San Giovanni, un imponente complesso costituito da un arco di accesso al centro e da edifici che avevano la specifica funzione di ospitare il Bargello (Capitano del popolo) e il corpo di guardia. E' forse la parte più interessante delle mura in quanto conserva inalterati molti elementi di difesa tra cui la cosiddetta "bianchetta", cioè la piccola porta a sinistra dell'arco che permetteva l'accesso al centro, di notte o nei periodi di assedio. Percorrendo il giro di ronda a sinistra dell'arco si raggiunge la Torre dello Scorticatore, la parte restante di un grande torrione trecentesco, franato a metà del XIX secolo.

Dalla sommità è possibile vedere il sottostante sferisterio, o campo per il gioco del pallone con il bracciale, in voga a Corinaldo dall'Ottocento sino agli anni precedenti la Seconda Guerra Mondiale. Scendendo lungo la ripida stradina, ci si immette in un camminamento dove è possibile valutare le mura in tutta la loro altezza che qui raggiungono i 15 metri.
La parte più bassa delle mura è dominata dal complesso dell'arco di Santa Maria del Mercato. Risalendo a sinistra della grande gradinata, nel giro di ronda ci si imbatte nella Torre di Mezzogiorno (detta anche del Mangano), poco distante la Torre del Calcinaro, la più recente costruzione della cinta muraria, edificata a metà Ottocento. Salendo ancora si raggiunge la Torre della Rotonda, l'edificio a pianta semicircolare, fa parte dell'addizione rinascimentale iniziata nel 1484 e terminata nel 1490.

Proseguendo verso il giro di ronda si accede ad una via caratterizzata da una serie di ponticelli che raggiungono le mura: "I Landroni". Il percorso, alquanto suggestivo, sfocia nel terzo ingresso del centro, Porta Nova, realizzato in occasione della addizione rinascimentale (1484-1490). Uscendo da Porta Nova, verso destra, si accede all'ultimo tratto di mura nel suggestivo Viale dietro le Monache, da dove sono riconoscibili diverse torri incorporate nei settecenteschi edifici sovrastati che comunque conservano bocche da fuoco e tracce di merlature.
Caratteristica del centro storico di Corinaldo è la scalinata con il famoso Pozzo della Polenta, fatto costruire dal tiranno di Corinaldo Antonello Accattabriga, nella seconda metà del ‘400 per approvvigionare le abitazioni limitrofe e successivamente interrato con la ristrutturazione della scalinata nei primi anni del ‘900. Venne ricostruito nel 1980 a scenografia della Contesa del Pozzo della Polenta che ogni anno rievoca la caduta del sacco di farina nel pozzo. È un’antica diceria che i corinaldesi usassero fare la “polenta nel pozzo”, nata dal racconto di un uomo che in tempi lontani salì la bellissima e lunga scalinata del paese con un sacco di farina di granoturco, il sacco sfortunatamente cadde all’interno del pozzo e l’uomo per recuperarlo si calò nel pozzo. Le pettegole del paese, non vedendolo riaffiorare, dissero che il tale si stava mangiando la polenta nel pozzo. Da questa diceria nacque la denominazione dei corinaldesi di “picchiatelli” e “polentari” e dalla storiella presto prese spunto l’annuale rievocazione storica in costume del Cinquecento “La Contesa del Pozzo della Polenta” che, iniziata alla fine degli anni ’70, si svolge la terza domenica di luglio ed è la più antica rievocazione storica della provincia di Ancona

Fra gli edifici religiosi vanno ricordati:
- la Collegiata di San Francesco, ampliata e ristrutturata nel 1700, posta fuori le mura, è un'imponente mole laterizia dal vasto interno a croce latina ad un'unica navata. Conserva tele di Claudio Ridolfi e un prezioso Crocifisso ligneo eseguito nel 1575 dallo scultore Donnino da Urbino;
- la Chiesa del Suffragio, riaperta al culto nel 1779 sulle rovine di una precedente chiesa demolita, presenta un'elegante facciata, scandita da colonne, capitelli e lesene. L'interno ellissoidale, con volta a cupola con lacunari, conserva un dipinto del Ridolfi ed un interessante pavimento in cotto, che riproduce il cassettonato del soffitto;
- la Chiesa della Madonna Addolorata e il contiguo ex Convento delle suore benedettine, innalzati nella seconda metà del XVI secolo. L'odierno complesso monastico, così edificato negli anni successivi al 1637, poggia per due lati sulle mura urbane mentre la chiesa sorge sulle fondamenta della distrutta rocca di Corinaldo.
- il Campanile di San Pietro, unica testimonianza dell'antica pieve, poi collegiata, costruito nel 1574, è stato modificato nel 1700;
- la Chiesa di Sant'Anna, l'attuale edificio risale alla seconda metà del XVIII secolo e conserva il pregevole affresco della fine del XVI secolo dove sono rappresentati Sant'Anna che tiene sulle ginocchia la Vergine che, a sua volta, regge il Bambino benedicente, opera, forse, da attribuire al pennello di Francesco di Gentile da Fabriano;
- la Chiesa di Santa Maria del Piano è la più antica testimonianza architettonica di Corinaldo. L'abside della chiesa e i resti della cripta collocano l'edificio a cavallo tra il V e il VI secolo, dove probabilmente sorgeva un tempio pagano dedicato al culto del dio Portuno, divinità fluviale. La chiesa, che nel corso dei secoli ha subito profonde modifiche, nell'alto medioevo fu sicuramente il luogo sacro più importante e ricco del territorio corinaldese. Conserva due affreschi quattrocenteschi di artisti locali e una tela del Ridolfi;
- la Chiesa di San Giovanni Battista e Convento dei Padri Cappuccini costruiti agli inizi del Seicento nel luogo dove fin dal XII secolo esisteva un edificio sacro dedicato al Battista. La chiesa nel corso dei secoli non ha subito rilevanti modifiche, ma semplici lavori di manutenzione, così come per il convento che ospita i religiosi dell'ordine fondato da fra' Matteo da Basso. Conserva opere di Claudio Ridolfi, Filippo Ricci, Ercole Ramazzani, più altre di ignoti pittori marchigiani. Di grande effetto scenografico il complesso dell'altare maggiore che divide la chiesa dal coro;
- il Santuario della Madonna dell'Incancellata, in località "Casalini" o "Pozzo Antico", dove è conservata un' immagine della Vergine che allatta il Bambino, ritenuta miracolosa.

Fra gli edifici pubblici da visitare il Palazzo Comunale in stile neoclassico, l'ex Convento degli Agostiniani, notevole esempio di architettura settecentesca. Il Teatro Comunale Carlo Goldoni costruito tra il 1861 e il 1869, di stile neoclassico con soffitto decorato. La Casa del Quattrocento, raro esempio di architettura minore, è la più vecchia abitazione di Corinaldo ed attuale sede della Pro loco. Villa Cesarini, in località San Lorenzetto, con il parco e il giardino all'italiana ornati da numerosi elementi figurativi. Fra i musei assolutamente da visitare è la Civica Raccolta d'Arte "Claudio Ridolfi". La pinacoteca ha sede in alcune grandi sale poste al piano superiore dell'ex convento delle Benedettine. La raccolta, proprio per la sua origine, assume la connotazione di museo di Arte Sacra e comprende non solo numerosi dipinti di esclusivo soggetto religioso, ma anche preziose suppellettili di culto attinenti alle cosiddette "arti minori". Nella pinacoteca sono conservate opere di Ercole Ramazzani, Giuseppe Bastiani, Claudio Ridolfi, Domenico Peruzzini, Giuseppe Marchesi e altri artisti dei secoli XVII e XVIII. La "Sala del costume e delle tradizioni popolari", ubicata dove era la trecentesca chiesa di San Nicola, conserva i vestiti ducali indossati durante la rievocazione storica della "Contesa del Pozzo della Polenta". Questi vestiti, che tutti gli anni vengono rifatti ex novo dal rione che nell'anno precedente si aggiudica il palio, sfilano una sola volta, per poi venire esposti in questa sala, a documentare anno dopo anno l'evoluzione del costume del Cinquecento.

Da non dimenticare infine che a Corinaldo è nata Santa Maria Goretti. In campagna, poco distante dal centro storico, è ubicata la casa natale della Santa, al suo interno, dove era localizzata la cantina, c'è ora una piccola cappella dedicata a santa Maria Goretti ed è conservata una sua reliquia. Il Santuario diocesano di Santa Maria Goretti, situato alla sommità del centro storico, è facilmente individuabile per lo svettare del campanile, è ospitato all'interno della chiesa settecentesca di san Nicola da Bari facente parte del complesso monastico degli Agostiniani. Nell'altare centrale in marmo bianco di Carrara, vicino ad una scultura lignea rappresentante santa Maria Goretti è collocata un'urna in argento contenente l'osso del braccio della Santa, con il quale la Martire tentò di difendersi dal suo aggressore Alessandro Serenelli.

Molto interessante inoltre la Raccolta di Ceramiche d’arte contemporanea “G.C. Bojani”, inaugurata nel 2014: un deposito permanente di circa 200 opere ospitato all’ultimo piano di Palazzo Brunori, donato al Comune di Corinaldo dal Professor Gian Carlo Bojani, scomparso il 17 maggio 2013.
Corinaldo è ricca inoltre di interessanti edifici immersi nel verde, per piacevoli itinerari di tipo naturalistico e per vivere esperienze a contatto con la natura: il Parco delle Fonti, con il lavatoio degli inizi del XVII secolo, immerso in un parco considerato il polmone verde di Corinaldo, con area giochi per bambini e pista di pattinaggio. Per trascorrere giornate all’aperto sono consigliati anche la Selva di Boccalupo e il percorso ciclabile dell’Antico Molino Patregnani.